Sezione manoscritti e rari

La Sezione Manoscritti e Rari comprende 328 manoscritti, oltre 50 incunaboli, circa 993 cinquecentine e 25 edizioni rare dei secoli XVII-XVIII.

Tra i manoscritti, di particolare pregio un Salterio della prima metà del secolo XV, decorato da fregi, miniature e iniziali dorate su fondo rosso o azzurro. 
Di esecuzione raffinata l’ornamentazione di 11 pagine che presentano il testo, in minuscola gotica, incorniciato da eleganti miniature a soggetto umano e fregi floreali, e una grande iniziale contenente una miniatura a soggetto biblico. 
Il volume costituisce un raffinato esempio dei libri destinati alla preghiera privata dei laici, molto diffuso nel Trecento e nel Quattrocento, soprattutto in Francia e nei Paesi Bassi, dove la bellezza delle miniature poteva accrescere il piacere o l’intensità della meditazione individuale.

Ma la Sezione Manoscritti si pone soprattutto come luogo privilegiato per lo studio della storia cittadina. Conserva infatti numerosi manoscritti degli storici locali (Bellini, Modena, Fileppi, Frova, Ranzo ecc.), annali, storie, cronache, diari che raccontano la storia della città, di monumenti, personaggi e famiglie. 
Tale patrimonio, nonostante l’intensa consultazione e gli studi su di esso effettuati, si configura ancora come fonte autorevole e inesauribile per gli studiosi.

Riveste invece un ruolo importante per coloro che studiano la letteratura il fondo Achille Giovanni Cagna, che si compone di manoscritti e documenti vari, oltre ad opere a stampa e prime edizioni accorpate per ragioni di preziosità e rarità. 
Il fondo comprende altresì un fitto carteggio tra lo scrittore vercellese e il senatore saluggese Giovanni Faldella, che rispecchia non solo la profonda amicizia esistente fra i due, ma anche le loro scelte letterarie e le vicende storiche, politiche e culturali del periodo.

La Sezione Rari è ricca di preziose opere che documentano gli esordi e i secoli d’oro della stampa. Di particolare interesse un incunabolo, noto come Cronaca del mondo o Libro delle Cronache, di Hartman Schedel, stampato a Norimberga da Antonio Koberger nel 1493, che deve la sua fama alle numerose illustrazioni che ne corredano il testo, splendide xilografie di provetti incisori del legno quali M. Wolgemut, maestro di Albrecht Dürer, e W. Pleydenwurff, che narrano la storia del mondo e attestano la nascente cartografia, dandoci le prime vedute di città.
Degno di nota un Officium della Beata Vergine Maria, pregevole opera devozionale legata al culto mariano che fa parte delle Heures gotiques, edite da diversi tipografi a Parigi tra la fine del secolo XIV e l’inizio del XV. 
L’esemplare, stampato su pergamena da Thielman Kerver, è riccamente ornato da numerose xilografie di buon disegno e d’accuratissima impressione, che rappresentano soggetti diversi. 
Da segnalare infine la presenza di un cospicuo numero di edizioni del secolo XVI, che testimoniano la produzione dei tipografi vercellesi attivi in città (Allario, Bonati, Molino, Pellipari) e dei tipografi originari di Trino Vercellese, trasferitisi a Venezia per ragioni commerciali (Comin da Trino, Giolito).

Testo di P. Carpo

Dove trovarci:
La sezione è collocata al primo piano della biblioteca civica, in via A.G. Cagna, 8 - Vercelli

Orario:
Lunedì, martedì, giovedì: 8.30 - 12.30 e 13.30 - 16.45
Mercoledì e venerdì: 8.30 - 13.45
E' necessaria la prenotazione (anche telefonica)
 vc0073b@biblioteche.ruparpiemonte.it
Tel. 0161/596285

Riferimento:
Responsabile dell'Ufficio Archivio Storico: Patrizia Carpo
0161/596282
0161/596285
e-mail: vc0073b@biblioteche.ruparpiemonte.it

Ultima modifica: 17 Feb 2017 - 11:44